La Drammaterapia è un metodo che utilizza i processi teatrali a scopo formativo, educativo, riabilitativo e di crescita personale.

È una disciplina creativa che opera con estrema delicatezza e leggerezza, utilizzando un linguaggio differenziato, frizzante e giocoso, per un incontro più armonico con se stessi e con l’ambiente circostante.

È praticata in tutto il mondo ed è disciplina universitaria in Italia, Gran Bretagna, Germania, Grecia, Paesi Bassi, Israele, Canada e Stati Uniti.

Usa metodi teatrali (giochi, improvvisazione, narrazione, gioco di ruolo, ecc.) e strumenti teatrali (burattini, maschere, spettacoli e performance) per aiutare le persone a capire meglio i propri pensieri, le proprie emozioni e il proprio comportamento.

A differenza di altre discipline basate esclusivamente sulla parola, la Drammaterapia permette ai partecipanti di mettersi in gioco anche con l’azione e di arrivare velocemente alla soluzione dei problemi.

Le esperienze vissute possono influenzare la consapevolezza delle persone fino a stimolare processi di cambiamento. Come scrive Robert Landy, Direttore Dip. Drammmaterapia, New York University: “Mettere in scena temi e problemi è più efficace che parlarne”.

È un’attività disciplinata ai sensi della legge n.4 del gennaio 2013, art1, comma 2. Norma UNI approvata dal Ministero della salute ad Ottobre 2015: “Figure professionali operanti nell’ambito delle Artiterapie”.

IL METODO

Ogni lavoro di Drammaterapia ha una struttura ben definita: la successione temporale degli incontri è scandita dai tre momenti della Fondazione, Creazione e Restituzione.

Fondazione:

È la prima e più delicata fase del processo drammaterapeutico, non solo perché ne sancisce l’avvio, ma soprattutto perché stabilisce una prima connessione tra conduttore e singoli partecipanti.  La dimensione del gruppo è latente ma non ancora del tutto presente. Esistono invece molti singoli soggetti riuniti, che si osservano e ti osservano. La fondazione rappresenta in questo senso la fase di ingaggio, di lenta strutturazione del gruppo e prevede momenti di affiatamento, esercizi che rafforzano la fiducia nel conduttore, nel gruppo, in se stessi.

Creazione:

Momento centrale del processo drammaterapeutico. Il gruppo è più compatto, il clima tende ad essere maggiormente collaborativo e protettivo. Ci si sente maggiormente disponibili ad accogliere con curiosità e rispetto il progressivo rivelarsi di ogni singolo partecipante e si sente meno la cosiddetta ansia da prestazione iniziale. In questa fase iniziano ad emergere alcuni temi principali cari al gruppo e al singolo e prendono forma le prime scene teatrali.

Restituzione:

Ultimo momento del processo drammaterapeutico
La Restituzione rappresenta il rito di passaggio che separa la realtà drammatica dalla quotidianità. I partecipanti – in gruppo o singolarmente – possono rileggere l’esperienza, riflettere sulle tematiche emerse, riconoscere le loro difese, decidere come proseguire. Ciò che è stato sperimentato, proiettato, agito in scena viene portato a coscienza, e quindi a conoscenza. Grazie a questo spazio dedicato al dialogo con se stessi e con gli altri i partecipanti arrivano a una nuova rilettura di sé stessi e una nuova comprensione delle proprie reti relazionali. Dovrebbe essere visibile in questa fase una trasformazione o un piccolo cambiamento, almeno in germe.

Per informazioni e prenotazioni:

Dott.ssa Maria Carmela Cantalupo:

  • 333 6586814
  • cantalupomariacarmela@yahoo.it